Da una parte c’è chi come la Gabanelli propone (e personalmente sottoscrivo assolutamente l’idea) che il Nobel per la Pace sia dato a tutti i Medici e Infermieri che in questi drammatici giorni si stanno sacrificando, anche letteralmente, nella trincea della lotta al Covid-19.
Riporto di seguito il paragrafo finale del suo articolo
Una cura dimagrante che non aveva fatto i conti con «l’imprevisto». Se ne usciremo sarà solo grazie all’abnegazione di medici e infermieri, che hanno pagato e stanno pagando in prima persona. Volti anonimi, devastati dalla stanchezza e quotidianamente esposti al rischio di ammalarsi perché senza le dovute protezioni (vedi mascherine), mentre ancora la politica romana beveva aperitivi. Ebbene, è a quei volti anonimi che chiediamo venga assegnato il Nobel per la pace.
Di seguito il link al suo bell’articolo sul Corriere della Sera di oggi che documenta perchè siamo arrivati a questo punto con il taglio del finanziamento del Sistema Sanitario Nazionale.

Dall’altra parte ci sono le richieste di molte organizzazioni mediche che chiedono che il Governo ponga fine allo sciacallaggio che stanno dilagando in questi giorni ad opera di alcuni studi legali che promuovono campagne pubblicitarie per indurre i cittadini a presentare azioni di risarcimento contro medici e strutture sanitarie, per presunti episodi di malasanità legati all’epidemia da Covid-19.
Facendo finta di non aver capito che siamo in una guerra dove il numero di “feriti” è enorme e le strategie di difesa (terapie per una malattia del tutto sconosciuta) non sono ben codificate e a volte mancano (mascherine, DPI, ventilatori, posti letto, ecc.) e certamente sono state travolte da questo incredibile Tzunami!