{"id":1609,"date":"2018-09-18T10:46:35","date_gmt":"2018-09-18T10:46:35","guid":{"rendered":"http:\/\/salvatoretripodi.it\/2016\/?p=1609"},"modified":"2018-09-18T10:48:11","modified_gmt":"2018-09-18T10:48:11","slug":"la-pediatria-ospedaliera-italiana-un-settore-a-rischio-di-estinzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/salvatoretripodi.it\/2016\/2018\/09\/18\/la-pediatria-ospedaliera-italiana-un-settore-a-rischio-di-estinzione\/","title":{"rendered":"LA PEDIATRIA OSPEDALIERA ITALIANA: UN SETTORE A RISCHIO DI ESTINZIONE"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000;\">LA PEDIATRIA OSPEDALIERA ITALIANA: UN SETTORE A RISCHIO DI ESTINZIONE.<\/span><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\">La Commissione Pediatrica Nazionale dell\u2019Anaao Assomed, di cui faccio parte, lancia l\u2019allarme: forte preoccupazione per<br \/>\nl\u2019evoluzione del settore i cui indicatori di salute rischiano di peggiorare.<\/p>\n<p><strong><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone\" src=\"http:\/\/www.anaaopiemonte.info\/anaaopiemonte\/wp-content\/uploads\/2017\/01\/LOGO-NAZIONALE-.jpg\" alt=\"Risultati immagini per anaao\" width=\"242\" height=\"65\" \/><\/strong><\/p>\n<p><strong>Questa \u00e8 una situazione che ho vissuto personalmente in questi ultimi mesi nella UOC di Pediatria da me diretta !!<\/strong><\/p>\n<p>Riporto l&#8217;articolo perch\u00e8 ritengo sia importante che tutti siano a conoscenza della situazione, ma anche per sollecitare all&#8217;utilizzo ottimale dei servizi ospedalieri.<\/p>\n<p>Spesso vedo dei bambini portati al nostro PS per dei piccoli problemi che potrebbero essere meglio risolti dal Pediatra di Libera scelta, che, tra l&#8217;altro, conosce meglio il bambino.<\/p>\n<p>_______________________________________________________________________________________<\/p>\n<p><strong>Il documento della Commissione Pediatria Anaao Assomed<\/strong><br \/>\nTra tutte le discipline specialistiche quella pediatrica costituisce un unicum sia sotto il punto di vista del<br \/>\npercorso formativo che degli sbocchi professionali.<br \/>\nLa stessa scuola di specializzazione forma professionisti che possono orientarsi verso la carriera<br \/>\nospedaliera o verso quella della medicina convenzionata territoriale.<br \/>\nQuesta specificit\u00e0, che non ha riscontri in altri Paesi, ha rappresentato un\u2019opportunit\u00e0 di crescita per la sanit\u00e0<br \/>\nitaliana e per la sua organizzazione. Con la firma dell\u2019ACN nel 1979 viene stipulata la prima convenzione<br \/>\nnazionale della pediatria extra-ospedaliera. La salute del bambino di et\u00e0 compresa tra la nascita e i 12 anni,<br \/>\nsino ad allora di competenza esclusivamente del medico di famiglia, viene affidata al pediatra.<br \/>\nIl grande numero di medici disponibile negli anni \u201980 (fenomeno conosciuto come \u201cpletora medica\u201d) ha dato<br \/>\nla possibilit\u00e0, ad un sistema in crescita, di offrire uno sbocco occupazionale a molti giovani medici e una<br \/>\nopportunit\u00e0 di crescita qualitativa al SSN.<br \/>\nLa pediatria da specialistica di secondo livello cui accedere dopo il filtro del medico di base pass\u00f2, dunque, a<br \/>\ncoprire anche funzioni proprie delle cure primarie.<br \/>\nIn poco pi\u00f9 di 30 anni lo scenario \u00e8 radicalmente mutato.<br \/>\nIl numero chiuso a medicina ha in parte contrastato la \u201cpletora\u201d che, paradossalmente, continua a<br \/>\nmanifestarsi ancora oggi sotto la forma di quell\u2019imbuto formativo, analizzato negli studi Anaao, che<br \/>\nimpedisce a molti giovani dottori di specializzarsi e accedere ad un percorso di lavoro. Il precariato e<br \/>\nl\u2019emigrazione verso paesi con economie pi\u00f9 solide \u00e8 la naturale conseguenza di questa condizione che<br \/>\ninduce un circuito negativo di progressiva e infelice decrescita del diritto alla salute in Italia.<br \/>\nQuesto contesto \u00e8 noto anche ai non addetti ai lavori, meno nota la situazione che si sta sviluppando<br \/>\nnell\u2019area pediatrica.<br \/>\nLa carenza di risorse professionali, che non sembrano avere importanti spazi di implementazione nel breve<br \/>\nperiodo, dovrebbe consigliare il Governo e il Ministro a rivedere la programmazione nel settore prima che<br \/>\nl\u2019ondata di pensionamenti raggiunga la sua massima espressione e si abbatta sul sistema danneggiandolo e<br \/>\ndegradandolo in modo irreversibile.<br \/>\nIl saldo negativo degli oltre 2000 pediatri che mancheranno all\u2019appello nei prossimi 5 anni corrisponde alla<br \/>\nchiusura di circa 200 punti nascita, circa 10 per regione, di fatto tutti o quasi, lasciando in piedi pochissimi<br \/>\ncentri per regione. Gi\u00e0 oggi molti reparti, anche di livello metropolitano, incontrano difficolt\u00e0 nell\u2019arruolare<br \/>\nspecialisti con un gradiente che cresce da sud verso nord. Regioni come il Veneto oramai hanno la<br \/>\npressoch\u00e9 totalit\u00e0 delle Unit\u00e0 Operative Complesse di Pediatria e Neonatologia con organici che non<br \/>\npermettono in alcun modo di garantire la qualit\u00e0 e la sicurezza delle cure come previsto dagli standard<br \/>\ndell\u2019accordo Stato Regioni del 2010.<br \/>\nI dati Eurostat 2016 evidenziano per i pediatri italiani un tasso di 28,34 per 100.000 abitanti. Il dato \u00e8 del tutto<br \/>\nsimile a quello medio europeo, la differenza sta nel fatto che solo in Italia siano previsti i pediatri di libera<br \/>\nscelta, fatto che riduce notevolmente il numero di specialisti che si dedichino all\u2019attivit\u00e0 ospedaliera. I pediatri<br \/>\nospedalieri sono, quindi, in numero molto inferiore alla media europea e risultano essere tra le discipline pi\u00f9<br \/>\ncolpite dalle carenze di medici specialisti. A tal punto che le strutture ospedaliere sono a rischio di chiusura e<br \/>\ndi interruzione dell\u2019attivit\u00e0 assistenziale con la prossima, massiccia, ondata di pensionamenti.<br \/>\nIn questo scenario, i neo-specialisti sono attratti inevitabilmente dalla convenzione che garantisce:<br \/>\n<strong>&#8211; retribuzioni oggettivamente pi\u00f9 consistenti;<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; orari di lavoro limitati ai giorni feriali in orario diurno;<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; un rischio professionale neanche comparabile con i Colleghi che scelgono l\u2019ospedale che<\/strong><br \/>\n<strong>prevede anche l\u2019assistenza in sala parto, in terapia intensiva e in pronto soccorso.<\/strong><br \/>\nPassare ad una vita considerata pi\u00f9 compatibile con le esigenze di una famiglia, con adeguati tempi da<br \/>\ndedicare alle relazioni sociali, meglio remunerata e meno oppressa da rischi professionali \u00e8 un\u2019opportunit\u00e0<br \/>\nche attrae non solo i neo-specialisti ma anche un numero crescente di medici ospedalieri.<br \/>\nMentre la carenza di specialisti non si riflette negativamente sulla qualit\u00e0 della vita quotidiana del<br \/>\nconvenzionato, al contrario quella del medico ospedaliero turnista \u00e8 completamente stravolta:<br \/>\n<strong>&#8211; turni massacranti;<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; ferie conquistate dopo estenuanti trattative;<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; ordini di servizio per tappare i buchi in altre sedi e soggiorni \u201ccoatti\u201d in sedi disagiate (punti<\/strong><br \/>\n<strong>nascita in valli montane o nelle isole);<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; riposo giornaliero di 11 ore disatteso;<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; festivi e week-end scomparsi dall\u2019agenda familiare;<\/strong><br \/>\n<strong>&#8211; stipendi tra i pi\u00f9 bassi d\u2019Europa.<\/strong><br \/>\nFuggire dal massacro dei diritti fondamentali in atto in molti ospedali italiani verso quella che molti vedono<br \/>\ncome un piccolo paradiso professionale in terra sta assumendo caratteristiche epidemiche.<br \/>\nIn tutto questo il sistema cerca cure che appaiono omeopatiche se non controproducenti. Ad oggi per<br \/>\naccedere alla convenzione il punteggio riconosciuto al servizio ospedaliero \u00e8 infimo. Un medico con 20 anni<br \/>\ndi servizio si vedr\u00e0 superato da un giovane con qualche mese di attivit\u00e0 di sostituto di un pediatra di famiglia.<br \/>\nSe a questo sommiamo la possibilit\u00e0 di iscriversi alle liste per la convenzione un anno prima di specializzarsi<br \/>\n(creando di fatto un canale preferenziale di accesso anticipato alla convenzione), il combinato disposto che<br \/>\nne deriva crea le condizioni di uno shift dei neo-specialisti a favore della pediatria convenzionata rispetto al<br \/>\npercorso ospedaliero. Una \u201cguerra tra poveri\u201d che non risolve i problemi di carenza di professionisti e di<br \/>\ntenuta del sistema.<br \/>\nPeraltro, i neo-specialisti, se non optano per la convenzione, sono sempre di pi\u00f9 attratti dall\u2019estero. Contratti<br \/>\nmolto pi\u00f9 gratificanti in termini di qualit\u00e0 del lavoro e di sviluppo professionale sono retribuiti da subito<br \/>\nalmeno tre volte rispetto a quelli italiani\u2026\u2026cosa pu\u00f2 restare in tale contesto alla rete ospedaliera pediatrica<br \/>\ndel nostro Paese?<br \/>\nLa situazione \u00e8 dunque grave e al momento abbandonata a se stessa.<br \/>\nLe soluzioni? Qualcuno dovrebbe decidere quale dei due mondi professionali salvaguardare: gli ospedali o i<br \/>\npediatri di famiglia? O entrambi?<br \/>\nAd oggi i dati di efficacia sul sistema sanitario sono contrastanti. Da un lato l\u2019Italia registra la perdurante<br \/>\npeculiarit\u00e0 dell\u2019esperienza della pediatria di famiglia mentre i volumi di accesso ai pronto soccorso in et\u00e0<br \/>\npediatrica, sono, sempre in Italia, da tre a quattro volte sopra la media europea.<br \/>\nUna buona politica di programmazione dovrebbe permettere alle regioni di individuare quanti specialisti<br \/>\nsiano necessari in un settore piuttosto che nell\u2019altro e mettere in campo percorsi formativi mirati.<br \/>\nE\u2019 necessario per un pediatra di libera scelta trascorrere ben cinque anni a formarsi anche in assistenza al<br \/>\nneonato critico e prematuro quando non se ne occuper\u00e0 mai?<br \/>\nE\u2019 giusto mettere in competizione due percorsi professionali (secondo livello ospedaliero e cure primarie)<br \/>\nobbligandoli a concorrere sullo stesso bacino specialistico?<br \/>\nL\u2019altra grande famiglia di medici convenzionati, la Medicina generale cui si accede dopo un percorso<br \/>\nformativo specifico e calibrato per l\u2019attivit\u00e0 assistenziale da svolgere, non prevede altri titoli di<br \/>\nspecializzazione per l\u2019accesso (Medicina interna o altre discipline equipollenti considerate ai massimi livelli in<br \/>\ntermini di competenza specialistica): il titolo esclusivo resta il corso triennale in Medicina generale.<br \/>\nL\u2019ipotesi di prevedere un percorso pediatrico simile a quello formativo in Medicina generale rappresenta una<br \/>\npossibilit\u00e0 su cui confrontarsi seriamente per evitare lo smantellamento della pediatria ospedaliera e un<br \/>\nridimensionamento di quella convenzionata che gi\u00e0 oggi, nonostante gli indubbi vantaggi sociali e economici,<br \/>\nnon riesce pi\u00f9 a coprire le zone pi\u00f9 disagiate e distanti dai maggiori centri abitati, offrendo una copertura a<br \/>\nmacchia di leopardo che non pu\u00f2 soddisfare la categoria e, tantomeno, le attese delle famiglie che<br \/>\npretendono giustamente un servizio equamente distribuito su tutto il territorio nazionale.<br \/>\nSta al Governo e alle Regioni stabilire gli obiettivi e assumere le relative decisioni, il dato certo \u00e8 che non<br \/>\ngovernare questa crisi far\u00e0 arretrare l\u2019assistenza pediatrica italiana, con tutti i lusinghieri risultati ottenuti sulla<br \/>\nmortalit\u00e0 infantile e neonatale, a livelli da paese arretrato dal punto di vista sanitario. Una task force che<br \/>\nmetta da parte gli interessi particolari e guardi a quelli di salute e produca una proposta condivisa entro<br \/>\npochi mesi \u00e8 il primo indispensabile passo da programmare con la massima urgenza.<\/p>\n<p>A cura di: <em>Fulvio Esposito, Emilio Capra, Giovanni Ciccarone, Flavio Civitelli, Bruno Gianoglio, Maurizio<\/em><br \/>\n<em>Paparo, Carla Parisi, Salvatore Tripodi<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA PEDIATRIA OSPEDALIERA ITALIANA: UN SETTORE A RISCHIO DI ESTINZIONE. La Commissione Pediatrica Nazionale dell\u2019Anaao Assomed, di cui faccio parte, lancia l\u2019allarme: forte preoccupazione per l\u2019evoluzione del settore i cui indicatori di salute rischiano di peggiorare. 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