Salvatore Tripodi

Con l’aumento dei livelli di ozono e di particolato fine (PM2,5), più pazienti accedono al pronto soccorso (PS) per problemi respiratori, secondo il più ampio studio statunitense sulla relazione tra inquinamento atmosferico e visite in PS. “Precedenti studi sugli accessi al PS, relativi a malattie respiratorie, hanno mostrato che i bambini sono particolarmente sensibili all’inquinamento atmosferico” dice Heather Strosnider, dirigente dei Centers for Disease Control and Prevention (CDC). L’ozono, principale componente dello smog e il particolato fine, che penetra in profondità nel polmone, sono due importanti agenti dell’inquinamento atmosferico negli Stati Uniti. Lo studio del CDC ha esaminato i livelli di questi due inquinanti in 869 contee USA, nella settimana precedente a un accesso in PS per cause respiratorie. Lo studio ha incluso circa 40 milioni di visite in PS per problemi respiratori. I ricercatori hanno suddiviso i pazienti in tre gruppi: soggetti sotto i 19 anni, sotto i 65 anni e oltre i 65 anni. Lo studio ha rilevato un’associazione tra aumento dell’ozono e visite in PS per problemi respiratori in tutte le fasce d’età, maggiormente negli adulti sotto i 65 anni. Per 20 parti per miliardo (ppb) di aumento dell’ozono, il tasso di accesso in PS per problemi respiratori è aumentato dell’1,7% tra i bambini, del 5,1% negli adulti sotto i 65 anni e del 3,3% negli adulti sopra i 65 anni. L’aumento dei livelli di ozono ha comportato un aumento delle visite in PS per asma, infezioni respiratorie acute, BPCO e polmonite. Per l’asma, l’associazione era più significativa tra gli adulti sotto i 65 anni. È stata trovata, inoltre, una relazione tra inquinamento da particolato fine (PM2,5) e visite in PS per patologie respiratorie nei bambini e negli adulti di età inferiore ai 65 anni, con una maggiore associazione tra i bambini. Per 10 microgrammi/metro cubo di incremento del PM2,5, il tasso di accesso in PS era aumentato del 2,4% nei bambini e dell’0,8% tra gli adulti sotto i 65 anni. Anche l’aumento dei livelli di polveri fini ha comportato maggiori visite per asma, infezioni respiratorie acute e polmonite. I risultati dello studio supportano la “probabile relazione causale tra PM2.5 e effetti respiratori e una relazione causale tra ozono ed conseguenze respiratorie”, oltre a importanti variazioni sulla relazione tra età del paziente, inquinante e malattia respiratoria.

Heather M Strosnider et al. Respiratory and Critical Care Medicine, 2018.

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