Salvatore Tripodi

L’importanza di ascoltare il paziente (anche se piccolo)

  • Salvatore Tripodi
  • 12/10/2018

Ieri pomeriggio ho visitato Marco, un bel bambino sorridente di 22 mesi che la mamma mi ha portato per una dermatite atopica, che aveva avuto anche la sorellina più grande e che, con le terapie che ho prescritto a suo tempo, aveva superato.

Nel fare la storia clinica di Marco ho chiesto se avesse dei problemi alimentari, non perché, come spesso si crede, la dermatite atopica fosse dovuta ad allergia ad alimenti (cosa possibile ma molto più rara di quanto si pensi), ma perché la dermatite atopica è la prima fase di altre  possibili manifestazioni allergiche.  La cosiddetta marcia allergica: prima la dermatite, poi l’allergia alimentare ed infine quella respiratoria, rinite allergica ed eventualmente asma.

La mamma mi ha detto che Marco mangiava tutto, ma che non gli piaceva l’uovo assoluto, anche se lo mangiava nei biscotti, nelle polpette, ecc.

Tale affermazione mi ha allertato ed ho deciso di fare alcuni skin prick test, anche con l’albume e tuorlo d’uovo freschi.

Con grande sorpresa della madre, ma non mia, i test hanno documentato una enorme sensibilizzazione proprio all’uovo ed in particolare all’albume.

La reazione cutanea è stata veramente notevole (diametro maggiore del pomfo allergico di ben 27 mm !) considerando anche l’età del bambino.

Certamente indicativa, anche sulla base di dati scientifici ben noti, di una possibile severa reazione allergica (anche fino allo shock anafilattico) in caso di assunzione di uovo assoluto.

Cosa si può imparare da quanto ho scritto?

1) le prove allergometriche  cutanee, si possono fare anche nei bambini piccoli e non come si dice che sono attendibili solo dopo i 3 anni.

2) in mani esperte e con le esatte indicazioni, sono un test molto utile nel gestire al meglio i pazienti.

3) in allergologia, come spesso dico, una attenta storia clinica è essenziale, riuscendo a far emergere con le opportune domande, anche quegli elementi sottostimati dai genitori (o dal paziente stesso) e che invece a volte permettono di chiarire il quadro clinico.

E di evitare drammi !!

Chiaramente Marco eviterà rigorosamente l’uovo assoluto fino a che non potrò testare la sua reattività con un Test di Provocazione Orale (TPO).

PS:

Alla fine della vista Marco, nonostante gli avessi dato un discreto fastidio con i test, mi sorrideva, come per ringraziarmi dell’importante diagnosi che avevo fatto per lui (o almeno così voglio illudermi).

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